Il Sogno Acido del Professore

Si avvicina il primo giorno ed eccolo lì, il mostro torna a sedersi sul mio stomaco in piena notte, mentre mi illudo di staccare la spina e riposare. Talvolta si manifesta in luoghi familiari che improvvisamente diventano tentacolari metropoli dove nascono colline maestose laddove fino al giorno prima c’erano pianure senza ostacoli. E tu cos’hai per raggiungere la tua scuola? Una bici, una bici che sai già non ti porterà da nessuna parte. La strada è polvere, dietro ogni uscio potrebbe nascondersi qualsiasi minaccia, la pedalata è stanca, lenta, giro e rigiro tra le stesse vie. Poi la sveglia, senza darti il tempo di scendere dalla bici, ti dice che il conto alla rovescia sta per scadere.

La notte seguente, stesso tema: il cinghiale minaccioso si accomoda sul mio ventre e mi scaraventa in un campo di calcio. “Che bello”, penso, “è come ai tempi del liceo, sono tornato portiere!”. Qualcosa però non quadra. La palla continua a saltellare davanti alla mia linea di porta e, malgrado tutti i miei sforzi per allontanarla, imperterrita torna, rintuzzata dalle azioni degli attaccanti avversari. Oh no! Punizione per la squadra avversaria. Il malefico avversario poggia la palla per terra e, davanti a me, nessuna barriera: questo tizio può far di me ciò che vuole, penso, sembra inevitabile. Sposto la mia visuale e noto due mie compagni di squadra collocatisi a far da barriera fuori visuale, in una posizione che so bene essere inutile per la mia causa: sono spacciato!

Lo so, voi direte che i sogni sono di facilissima interpretazione, non ci vuole un genio a capire che temo di essere solo, credo che i colleghi non facciano abbastanza nel darmi una mano e, soprattutto, temo di non essere all’altezza. E’ la storia di ogni inizio anno, la storia della vita di ogni insegnante nel raggio di mille chilometri, forse più. No, non sono affatto solo.

Prologo di un viaggio meraviglioso

Ma ce n’era davvero bisogno? Dell’ennesimo blog sulla scuola, intendo….

Probabilmente no. Anzi, sicuramente no. E poi, per chi scrivere? Mentirò a me stesso dicendo che si tratterà del luogo virtuale più autoreferenziale di sempre. E di cose sulla scuola, da raccontare, potrei averne più di quante possiate e possa immaginare…così, come un povero attore che scimmiotta la vita da buon servo del Lord Ciambellano, fingerò di aprirvi il mio cuore, prima di scegliere di tacere.